Archivi Nazionali: una sola porta d’ingresso agli archivi italiani

Il nuovo portale del Ministero della Cultura è online. Ecco che cosa offre, che cosa cambia per chi ricerca la storia della propria famiglia e da dove conviene cominciare

Chi fa ricerca genealogica in Italia, prima del nuovo Portale Archivi Nazionali, conosceva bene la situazione: per capire dove si trova un documento bisognava passare da un sito all’altro. Antenati per gli atti di stato civile, il SIAS per i fondi degli Archivi di Stato, il SIUSA per gli archivi comunali, ecclesiastici e privati, il vecchio SAN, e poi una costellazione di portali tematici, ciascuno con la sua grafica e la sua logica. Il risultato era una ricerca lenta, in cui spesso la difficoltà non stava nel leggere le carte, ma nel sapere che esistevano.

Martedì 27 ottobre 2026, nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma, è stato presentato il Portale Archivi Nazionali, realizzato dall’Istituto Centrale per gli Archivi (ICAR) nell’ambito delle attività della Direzione generale Archivi. L’idea di fondo è semplice: un unico punto di accesso, libero e gratuito, al patrimonio archivistico, italiano, statale, pubblico e privato.

IN BREVE

  • Indirizzo: archivinazionali.cultura.gov.it
  • Chi lo ha realizzato: ICAR, per la Direzione generale Archivi del MiC
  • Costo: gratuito; alcune risorse richiedono l’accesso con identità digitale (SPID, CIE, eIDAS)
  • Cosa contiene: le descrizioni di fondi, enti, famiglie, persone, luoghi di conservazione, inventari e riproduzioni digitali
  • Per i genealogisti: una ricerca per nome che interroga anche il Portale Antenati e il portale Partigiani d’Italia

Che cos’è il Portale Archivi Nazionali, in concreto

Il portale rende consultabili online i dati e le risorse digitali del Sistema Informativo Archivistico (SIA), la piattaforma in cui l’amministrazione archivistica descrive il patrimonio conservato dagli Archivi di Stato o vigilato dalle Soprintendenze archivistiche. Dentro il SIA sono confluite le descrizioni che prima stavano nei sistemi separati.

In un’unica interfaccia si possono consultare:

  1. i luoghi di conservazione, cioè gli istituti che custodiscono le carte;
  2. i soggetti produttori: organizzazioni, famiglie e persone che hanno creato i documenti;
  3. i patrimoni documentari, ossia i fondi e le serie;
  4. gli strumenti di ricerca realizzati nel tempo, come inventari ed elenchi;
  5. i progetti di digitalizzazione, con le relative riproduzioni.

Guarda il video della presentazione in Sala Spadolini: https://www.youtube.com/watch?v=JzX7ydy9C3M

Perché è una novità importante

L’archivistica italiana è da sempre policentrica. Da una parte ci sono gli Archivi di Stato, che conservano la documentazione degli uffici statali; dall’altra le Soprintendenze, che vigilano sugli archivi di Comuni, Province, enti pubblici e sugli archivi privati dichiarati di interesse culturale. Due mondi con strumenti diversi, che il ricercatore doveva tenere insieme da solo.

Il Sistema Archivistico Nazionale (SAN), inaugurato nel 2011, aveva già provato a fare da raccordo, ma era diventato obsoleto e l’ICAR ne aveva annunciato la sostituzione. Il nuovo portale prende il suo posto e va oltre. Durante la presentazione, il direttore generale Archivi, Antonio Leo Tarasco, ha spiegato che un solo portale prende il posto di oltre quaranta sistemi, con una battuta efficace:

<<Oggi noi celebriamo un battesimo e più di quaranta funerali>>.

Al di là della formula, il punto per chi fa ricerca è chiaro: meno siti da conoscere, risultati omogenei e confrontabili su scala nazionale.

Alcuni registri, tuttavia, si trovano presso gli Archivi fisici come, ad esempio, i registri necroscopici della città di Palermo datati 1881-1953 situati presso l’Archivio storico comunale e di cui ho parlato in un altro mio articolo, consultabile al link https://www.genealogiasvelata.it/i-registri-necroscopici-di-palermo-1881-1953/.

Le funzioni principali

Ricerca semplice e avanzata

Dalla home si può lanciare una ricerca libera su tutti i campi indicizzati. La ricerca avanzata permette invece di limitare i risultati a un tipo preciso d informazione: patrimoni documentari, organizzazioni, famiglie, persone, luoghi di conservazione o strumenti di ricerca.

Ricerca per nome

È la funzione che interessa di più a chi ricostruisce un albero genealogico. Si possono indicare nome, cognome, luogo e anno di nascita o di morte, e la ricerca non si ferma ai dati del SIA: interroga anche il Portale Antenati e il portale Partigiani d’Italia, che contengono informazioni nominative.

Sala Studio online

Con l’identità digitale si accede al servizio Sala Studio, che consente di prenotare la consultazione dei documenti negli Archivi di Stato, chiedere fotoriproduzioni e copie conformi, richiedere ricerche da remoto e prenotare consulenze con gli archivisti. Il servizio è partito nel luglio 2024 con gli Archivi di Stato di Firenze, Milano e Venezia, poi Roma, Palermo etc. e l’ICAR ne prevede l’estensione graduale agli altri istituti. Prima di contarci, conviene quindi verificare se l’archivio che vi interessa ha già aderito.

Percorsi, podcast e video

Accanto alla parte di ricerca ci sono percorsi tematici, podcast, video e approfondimenti che raccontano la storia italiana attraverso le fonti, pensati anche per chi non è uno specialista.

Cosa significa per chi fa genealogia

Letto con gli occhi di un genealogista, il portale non è un nuovo archivio di atti da sfogliare: è soprattutto una mappa. E per la ricerca familiare la mappa conta quanto i documenti.

Gli atti di nascita, matrimonio e morte sono solo il primo passo. Quando si vuole dare corpo a una storia di famiglia servono gli atti notarili, i catasti, le liste di leva, gli archivi dei Comuni, delle opere pie, delle famiglie. Spesso il problema non è leggerli, ma scoprire in quale istituto si trovano e se ne esiste un inventario. Un portale che descrive in un unico luogo fondi statali, comunali e privati accorcia proprio questa fase.

Particolarmente utile, in prospettiva, è la possibilità di cercare le famiglie come soggetti produttori. Chi discende da una famiglia che ha lasciato un proprio archivio, magari depositato in un Archivio di Stato o dichiarato di interesse culturale, potrebbe trovarlo descritto qui, con l’indicazione di dove si conserva.

Anche gli archivi comunali diventano più visibili. Sono fondi spesso poco conosciuti dai ricercatori, che invece conservano registri di popolazione, pratiche di assistenza, documenti elettorali e molto altro.

Cosa il portale non fa (almeno per ora)

È giusto anche tenere le aspettative al livello corretto.

  • Non trova tutti gli antenati per nome. La ricerca nominativa funziona solo sui dati già indicizzati. La gran parte dei registri storici è descritta a livello di fondo o di serie, non persona per persona. Se un cognome non compare, non significa che il documento non esista.
  • Le descrizioni non sono uniformi. La qualità e il livello di dettaglio dipendono dal lavoro fatto negli anni dai singoli istituti: alcuni fondi sono inventariati con cura, altri hanno descrizioni sommarie.
  • Non sostituisce il lavoro in archivio. Il portale indica dove cercare: la lettura, il confronto delle fonti e la loro interpretazione restano un lavoro da fare sulle carte.
  • Alcuni servizi richiedono l’identità digitale e la Sala Studio online non è ancora attiva ovunque.

Cinque consigli per cominciare

  1. Attivate subito SPID e CIE se non lo avete già fatto: vi servirà per le risorse riservate e per la Sala Studio;
  2. Partite dal luogo, non solo dal cognome. Cercate il Comune di origine della vostra famiglia, vedrete quali enti, fondi e istituti lo riguardano;
  3. Provate le varianti del cognome. Le grafie cambiano nel tempo e tra un documento e l’altro: Romano e Romeo, Ponzo e Ponzio, forme latine e dialettali;
  4. Usate la ricerca avanzata per tipo di entità, per esempio solo “Famiglie” o solo “Strumenti di ricerca”, così da ridurre il rumore nei risultati;
  5. Aggiornate i vostri appunti. Se nelle vostre note avete collegamenti ai vecchi sistemi, verificateli: con la sostituzione dei portali precedenti è possibile che alcuni indirizzi cambino.

In conclusione

Il Portale Archivi Nazionali non risolve da solo le difficoltà della ricerca genealogica in Italia, ma interviene su uno dei suoi punti più deboli: la dispersione delle informazioni. Per chi comincia è un modo più semplice di orientarsi: per chi fa questo lavoro da anni è uno strumento che, man mano che le descrizioni cresceranno, può fare risparmiare molto tempo.

Volete ricostruire la storia della vostra famiglia o non sapete da quale archivio partire? Scrivetemi a maurilioponzo@genealogiasvelata.it o a postmaster@genealogiasvelata.eu

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